• Chi siamo
  • Contattaci

In fuga dalla bocciofila

  • Home
  • Categorie
    • Anatomia di un fotogramma
    • Cartoline dal foyer
    • La scena tagliata
    • La sindrome del personaggio secondario
    • Lo sfogone
    • Oceani di autoreferenzialità
    • Recensioni vere
    • La recensione di Ferruccio Morandini
    • La vertigine della lista
  • Festival
    • Festival dei Popoli
    • Festival di Cannes
    • L’arte dello Schermo
    • Lo Schermo dell’Arte
    • Torino Film Festival
  • Haiku
  • Archivio
    • Indice Alfabetico
    • Archivio per mesi
  • Cerca

Paterson | Lo stato del mio inglese

12 Gennaio 2017 di Francesca Corpaci

E’ bella la poesia americana – ti dico, ed è il primo di gennaio – è bella, con tutti quei boschi e i ruscelli, la pesca con la mosca e i cottage di montagna, il trionfo dell’industria pesante, le partite di baseball, quella poesia lì – ti dico, e siamo in macchina; sugli angoli dei finestrini la condensa che si ritira sotto i getti di aria calda. Abbiamo trent’anni, viviamo a più di seimila chilometri di distanza, siamo insieme per le vacanze e il futuro non arriverà mai ed è già qui al tempo stesso.

Tu fai guarda, ti ho preso un regalo: è quel libro di cui parlano nel film che abbiamo visto. Non l’ho letto, ma penso sia il genere di poesia che ti piace, tipo impressioni di provincia, storie di gente tranquilla, persone comuni che fanno cose comuni, le fabbriche, i grandi spazi, il linguaggio lineare, l’epopea, l’epica. Guarda, ti ho comprato l’originale perché in traduzione non si trova – forse in biblioteca ma chi ci va più – e poi perché confido nel tuo inglese. E’ buono? Non lo so, spero di si. E poi sai, questa Paterson non è troppo lontana da dove vorrei trasferirmi l’anno prossimo. Magari, se ti va, potresti venire pure tu.

Sono a casa, apro il libro. La nota dell’autore è un groviglio impenetrabile di frasi oscure. Cerco aiuto su internet, ma trovo solo commenti sulla presunta semplicità di scrittura che avrei dovuto constatare se – come è evidente – lo stato del mio inglese non fosse una merda. Torno sul testo, questa volta i primi versi del poema. Qualcosa su un cane, un cane che si gratta e sono persa di nuovo. Continuo, mi fermo. E’ una bella edizione modaiola quella che hai comprato, col pinguino sulla costola.

Abbiamo trent’anni, viviamo a più di seimila chilometri di distanza, tu parli inglese e io no e il futuro, di colpo, è fatto di parole scritte con l’acqua.

Condividi:

  • Facebook
  • LinkedIn
  • Twitter
  • E-mail

Postato in: Cartoline dal foyer Tag: inglese, Jim Jarmusch, Paterson, William Carlos Williams 1 commento

Commenti

  1. Dianella Bardelli dice

    14 Marzo 2018 alle 18:18

    Questo racconto mi è piaciuto molto e non solo per lo stato del mio di inglese, ma perché mi piace come è scritto.

    Rispondi

RispondiAnnulla risposta

  • Chi siamo
  • Contattaci

© 2025 · In Fuga dalla Bocciofila · Website designed by Alessio Pangos · Privacy Policy"In fuga dalla bocciofila" cerca di fare molta attenzione a non pubblicare materiali che possano ledere in alcun modo il diritto d’autore. Tutti i media [immagini, video ed audio] sono pubblicati a bassa risoluzione, in pieno rispetto del comma 1 bis dell’articolo 70 della Legge sul Diritto d’Autore che consente “la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”. Chiunque ritenga che sul sito siano presenti testi, immagini, audio e/o video non opp​o​rtunamente licenziati, contatti i soci per chiarimenti.

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, o continuando con la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui / CHIUDI
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA