• Chi siamo
  • Contattaci

In fuga dalla bocciofila

  • Home
  • Categorie
    • Anatomia di un fotogramma
    • Cartoline dal foyer
    • La scena tagliata
    • La sindrome del personaggio secondario
    • Lo sfogone
    • Oceani di autoreferenzialità
    • Recensioni vere
    • La recensione di Ferruccio Morandini
    • La vertigine della lista
  • Festival
    • Festival dei Popoli
    • Festival di Cannes
    • L’arte dello Schermo
    • Lo Schermo dell’Arte
    • Torino Film Festival
  • Haiku
  • Archivio
    • Indice Alfabetico
    • Archivio per mesi
  • Cerca

A Complete Unknown | Mr. Tambourine Man

20 Giugno 2025 di Redazione

di Barbara Rendina (essi vivono)

Dopo pranzo Sandro si ricordò che doveva portare la biancheria sporca alla lavanderia a gettoni. Non era riuscito ad aggiustare la lavatrice neanche quella mattina, il tecnico non sarebbe arrivato prima di due giorni e sua moglie, uscendo di casa, gli aveva urlato dietro di aver aspettato anche troppo a risolvere una questione di cui aveva giurato di occuparsi. Così, bevve ancora una tazza di caffè, si mise in bocca una manciata di cereali facendo attenzione a non far cadere le briciole sul ripiano, infilò le scarpe e uscì di casa con un enorme sacco sulle spalle.

Era la prima volta che ci entrava. Non c’era nessuno, solo qualche lavatrice in funzione. Il pavimento era appiccicoso, i muri segnati, ma almeno le lavatrici sembravano pulite. Nell’aria c’era un odore di detersivo misto a un altro, forte e dolciastro, che non riusciva a identificare. Ritirò i gettoni per il lavaggio e avviò la lavatrice. Si sedette su uno dei sedili di plastica e rimase a osservare l’oblò della macchina che girava, mischiando le sue mutande e calze con quelle di sua moglie e suo figlio, e accanto alla sua altre lavatrici con mutande e calze di qualcuno che non conosceva, domandandosi come si fosse ridotto a trascorrere l’unico giorno libero della settimana in una lavanderia a gettoni, a guardare i panni sporchi che si scontravano l’uno contro l’altro per tornare puliti.

Poi un rumore catturò la sua attenzione. Proveniva dal retro della lavanderia: una sedia spostata, poi dei passi. Dalla porta che dava sul retro uscì un uomo. Poteva avere la sua età, ma era molto diverso da lui, i capelli lunghi e fini raccolti in una coda di cavallo, occhiali da vista tondeggianti e una giacca militare. Trascinava a fatica la gamba sinistra, che sembrava essere più corta dell’altra. L’odore dolciastro si intensificò, quasi se lo portasse addosso. Sorrise, poi si mise ad armeggiare con la macchina che erogava il detersivo, e finito il lavoro, tornò nel retro del negozio lasciando la porta aperta. Quell’uomo l’aveva messo a disagio e allo stesso tempo l’aveva incuriosito. Sandro si alzò e cominciò a camminare per la lavanderia, poi si mise a leggere il cartello sopra l’erogatore, infine si avvicinò alla porta.

Seduto su una sedia, l’uomo stava tirando fuori un involucro di cellophane dal cassetto di un tavolo. Lo fissò, stupito di trovarlo lì, e disse: «Sei della polizia?».

«No», rispose lui, calmo, e rimase a fissarlo.

Allora l’uomo pescò dell’erba dall’involucro, la sbriciolò tra le mani, poi sfilò una cartina lunga dal pacchetto e rollò la canna con grande rapidità, leccando il bordo della cartina e girando la punta per chiuderla.

Sandro aveva la gola secca. Sentiva il rumore delle lavatrici che continuavano a girare.

L’uomo accese la canna, fece due tiri profondi, poi, porgendogliela, disse: «Vuoi fumare?», e con un cenno del capo lo invitò a sedersi sulla sedia di fianco alla sua.

Sandro entrò nella stanza sul retro, poi allungò istintivamente la mano e portò lo spinello alla bocca. Come se non fossero passati quasi vent’anni dall’ultimo. Come se fosse ancora quel ragazzo sulla panchina del parco sotto casa dei suoi, tra bottiglie vuote e mozziconi. E non si fosse mai sposato e non avesse un figlio a cui badare. L’uomo sorrise mentre lui continuava a fumare, poi disse: «Ora basta, amico, così te la fumi tutta da solo».

«Scusa», gli rispose lui, dando un colpo secco di tosse, e gliela restituì. L’uomo si alzò, chiuse la porta che dava sul locale, poi si risedette. Fecero ancora due giri, appoggiati allo schienale delle sedie.

«È per la gamba, mi aiuta con il dolore», disse l’uomo aspirando a fondo.

Sandro chiuse gli occhi, poi gli venne da ridere e da tossire. «Magari aiuterà anche me», disse allora.

L’uomo della lavanderia chiese: «Stai bene, amico?».

Sandro pensò al suo sogno di sfondare nella musica folk, abbandonato nel ripostiglio di casa insieme alla sua vecchia chitarra.

«Sì», rispose poi, ridendo forte. In fondo, era rimasto lo stesso coglione di un tempo. E avrebbe voluto rimanere lì, nel retro di quella lavanderia, a fumare e basta, per sempre, la bocca asciutta e gli occhi pesanti, la testa vuota, finalmente.

L’uomo lo guardò e si mise a ridere anche lui, poi si alzò e aprì la porta, controllò che nella lavanderia non ci fosse nessuno e sventolò la mano come per far andare via il fumo più in fretta. Tutte le lavatrici avevano smesso di girare e aspettavano di essere svuotate. Poi si avvicinò a Sandro e lo aiutò ad alzarsi: «Coraggio, amico, ora te ne devi andare».

Sandro si alzò controvoglia, le gambe leggere e un gran calore che gli irrorava le braccia. Andò verso l’oblò della lavatrice con i suoi panni. Aveva l’impressione che non fossero mai stati così puliti. Riempì il sacco per riportarselo a casa. Prima di andarsene, si girò verso l’uomo e gli disse: «Ci rivediamo».

L’uomo rise, gli voltò le spalle e se ne tornò nel retro.

Sandro guardò il telefono per la prima volta da quando era uscito di casa. Sua moglie lo aveva cercato tre volte. Lo rimise in tasca e uscì. C’era un sole splendente come quello del mezzogiorno, anche se ormai era pomeriggio inoltrato.

 

 

Condividi:

  • Facebook
  • LinkedIn
  • Twitter
  • E-mail

Postato in: essi vivono Tag: A Complete Unknown, Barbara Rendina, essi vivono, Mr. Tambourine 1 commento

Commenti

  1. pino dice

    7 Settembre 2025 alle 15:13

    bello perché mostre che la vita si può cogliere dietro e dentro le cose più banali. magari interrompendo una routine
    Pino

    Rispondi

RispondiAnnulla risposta

  • Chi siamo
  • Contattaci

© 2025 · In Fuga dalla Bocciofila · Website designed by Alessio Pangos · Privacy Policy"In fuga dalla bocciofila" cerca di fare molta attenzione a non pubblicare materiali che possano ledere in alcun modo il diritto d’autore. Tutti i media [immagini, video ed audio] sono pubblicati a bassa risoluzione, in pieno rispetto del comma 1 bis dell’articolo 70 della Legge sul Diritto d’Autore che consente “la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”. Chiunque ritenga che sul sito siano presenti testi, immagini, audio e/o video non opp​o​rtunamente licenziati, contatti i soci per chiarimenti.

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, o continuando con la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui / CHIUDI
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA