Per sopravvivere ai pranzi di famiglia ho una strategia. Immagino di avere una grande notizia da comunicare, un’informazione deflagrante, che esploda dalla mia bocca per propagarsi nella stanza con un’onda d’urto straordinaria. Il lampadario si staccherebbe dal soffitto sfracellandosi sul pavimento in un carnevale di schegge taglienti; le posate, i piatti e i tovaglioli verrebbero spazzati via per finire frantumati contro le pareti; i vetri delle finestre polverizzati dall’impatto con cento spalle invisibili; i quadri uno dietro l’altro andrebbero giù dai chiodi, le pesanti cornici schiantate con colpi secchi; le tappezzerie, strappate via dai divani, oscillerebbero per un attimo nell’aria prima di adagiarsi a terra. Tra schizzi di vino e grumi di cibo sospesi in attesa di incontrare un ostacolo, sarei salva.
