Si racconta di un allevatore che viveva in un remoto villaggio di montagna, dove conduceva una vita frugale ma dignitosa. Mangiava tre volte al giorno. Mandava i figli a scuola. Non aveva debiti. Un giorno, nei pressi del suo pascolo, si avvicinò un’auto da cui scese una famiglia di città per mostrare ai bambini le mucche. L’allevatore li fece avvicinare, e regalò loro latte e formaggio. La famiglia, estasiata, ringraziò, e l’anno dopo tornò insieme a un’altra famiglia.
Io e la vacca | Vorrei essere una mucca
Ho sempre invidiato le mucche con tutta la loro rassegnazione e la coda che sventola a destra e a sinistra per allontanare le mosche e la bocca che biascica erba ininterrottamente e i muggiti lanciati contro il sole e la lingua ruvida che lecca zollette di zucchero, quasi quasi fosse una giraffa, una capra, un piccolo gatto sterile. La mucca non è altro che tutto quello che non riesco ad essere: è pacifica, a posto, ok, una tipa giusta, fa le cose come devono essere fatte e mastica a bocca chiusa e parla in modo yea. Avete mai visto se per caso la mucca sbavi? O l’avete mai sentita ruttare? Si scaccola mentre aspetta che scatti il verde? Si arrabbia quando qualcuno la tratta male?

