Mi ricordo le lezioni di storia dell’arte al liceo. Avevo un professore abbastanza giovane per la media del corpo insegnanti, il cui metodo didattico consisteva nel portarci una volta alla settimana in aula video e proiettare delle diapositive. Metteva la cartuccia nel caricatore, chiedeva a qualcuno di spegnere la luce e partiva con la prima, un dipinto fiammingo o un capitello corinzio, a seconda del programma. Quando appariva l’immagine ci chiedeva se sapessimo di cosa si trattava. Poi, senza neanche aspettare la risposta, recitava sconsolato titolo e autore del capolavoro in questione, rimaneva silenzioso per qualche secondo, respirava forte e passava alla successiva. Pare che avesse scritto anche dei libri, ma nessuno di noi ne aveva mai letto uno.
