di Pierluca D’Antuono Nell’estate del 2011 mi ero già congedato dall’idea di pubblico e mi sentivo talmente libero da permettermi di fare un pessimo Facebook. Ero intabarrato nel più pesante dei caps lock d’incontinenza mai indossato prima e ridefinivo la mia dipendenza condividendo tutto quello che leggevo con un senso di esaltazione maniacale che manifestavo agli orari più improbabili della giornata.
