di Silvia Costantino Da piccola svenni. Ero la più alta della classe alla scuola materna, che aveva un grande giardino che dava direttamente sopra gli uffici dove lavorava mio padre. Nelle feritoie della finestra del suo studio spesso lasciavo cadere margherite e fili d’erba, così lui alzava gli occhi, imbarazzato per i pazienti ma forse contento. Un giorno, dicono, svenni.
