Di Alice Diacono
Quell’inverno la situazione degenerò improvvisamente.
Un bambino di otto anni, in Veneto, rubò delle caramelle all’Esselunga e fu beccato dalla sicurezza.
In passato si sarebbe lasciata passare come una marachella qualsiasi, ma negli ultimi tempi in Italia l’atmosfera era diventata così tossica e sospettosa che la stessa madre andò a denunciarlo alla stazione di polizia locale.
Il trionfo del giustizialismo si ebbe quando, molto presto, la notizia arrivò sui social accompagnata dalla fotografia del bambino con il volto censurato dai pixel, scatenando un feroce dibattito pubblico che sfociò nella scelta del governo, invocata a furor di popolo, di una pena esemplare.
Venti sculacciate sarebbero state inflitte al ladruncolo in un palasport della Capitale, con tanto di palco e diretta televisiva in prima serata su tutti i maggiori canali nazionali.
