di Giorgio Biferali Care Crik Crok, siete qui, in questo frigo trasparente più alto di me, che si fa pagare come un juke-box, ma senza musica. C’è solo qualche piccolo rumore, tipo le monete che finiscono chissà dove, con quel clic, che è come se questo frigo trasparente mi dicesse che è pronto per qualsiasi richiesta. Poi c’è una macchina interna che si mette in moto e spinge giù quello che ho scelto. Proprio voi, Crik Crok, come ci siete finite in questo posto che è pieno di barelle che passano, di gente che aspetta, che ancora non sa quanto dovrà aspettare? Perché non siete rimaste lì, in quel ricordo, in uno di quei pomeriggi bim bum bam in cui lei mi preparava la merenda?
