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Stranger things | Io e il mostro

19 Settembre 2016 di giovanni ceccanti

Che rumore fa l’albero che cade nella foresta quando non c’è nessuno ad ascoltarlo? E cosa farebbe il mostro – che mettiamo abiti nella foresta – quando non c’è nessuno a temerlo? Probabilmente il mostro si annoierebbe a morte. Ciondolerebbe da un albero all’altro nascondendosi e facendo capolino all’improvviso, si metterebbe a fare corone di margherite, si pulirebbe le fauci con lo stuzzicadenti, trasognato, le orrende gambe incrociate come al bar.

Così due gemelli della Carolina del Nord, nati nel 1984 – esattamente dieci anni dopo l’uscita di Dungeons & Dragons – due fan sfegatati di King, Spielberg e Carpenter, hanno preso a cuore le sorti del mostro. Hanno fatto perdere la strada a un piccolo ciclista preadolescente (di notte, che non si sa mai) e il mostro, incredulo, ha ripreso vitalità e colore, si è messo a correre come un demente.

C’hanno preso gusto. Una cicciona nerd è stata la prossima. Normalmente accorta, le hanno fatto avere la malaugurata idea di partecipare a una festa in piscina e lei ha provato a bere una birra tutta d’un fiato e via, il mostro quatto quatto se l’è presa.

Non diremo altro per non fare spoiler, che è tutto qua.

Io non ho mai giocato a un gioco di ruolo e non ho mai letto un fantasy. C’è un bosco però, intorno alla casa dove sono nato, che rappresentava la mia personale valle delle ombre, il mio “sottosopra” (…). Là prendeva vita un mostro ogni volta che ci entravo. Chiaramente, come ogni bambino, la sfida era entrarci di notte, e il terrore non era mai più forte della voglia di affrontarlo.

Ricordo nettamente il giorno in cui decisi di non correre; camminai, soppesando ogni passo, senza voltarmi. Per tutta la durata sperai segretamente che il mostro mi raggiungesse – un “master” ipotetico mi avrebbe osservato allibito – e quando ciò non successe non ne fui sorpreso, certo, ma sollevato sì. Allora, credo, diventai uomo (o per dirla alla francese: iniziai a pensare alla figa).

Ecco, se rimpiango qualcosa di quando ero bambino questo non è la spensieratezza e il generale fancazzismo, casomai rimpiango il mostro. Il mostro che m’inseguiva di notte e che ora si mangia le unghie dalla noia. Fortuna che ci sono due gemelli della Carolina del Nord che ancora mi fanno voltare indietro, segretamente, per controllare.

Post scriptum. C’è questo gesto che ultimamente i personaggi delle serie e dei film adorano fare, meglio se scienziati radiati dall’albo o scalcinati professori di scienze: piegare un foglio di carta in due e bucarlo con una penna. In via del tutto teorica – dicono – questo sarebbe il varco per l’altra dimensione. Beh, non esiste nessun’altra dimensione. Lo Stargate non è mai stato attivato; Matthew McConaughey non ha mai salvato la Terra dalla carestia; Donnie Darko è morto in una maniera orribile e nessuna Gretchen ha mai abitato il suo cuore.

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Postato in: Recensioni vere, Sono figo solo io Tag: donnie darko, duffer brothers, giovanni ceccanti, il mostro, stranger things Fai un commento

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