• Chi siamo
  • Contattaci

In fuga dalla bocciofila

  • Home
  • Categorie
    • Anatomia di un fotogramma
    • Cartoline dal foyer
    • La scena tagliata
    • La sindrome del personaggio secondario
    • Lo sfogone
    • Oceani di autoreferenzialità
    • Recensioni vere
    • La recensione di Ferruccio Morandini
    • La vertigine della lista
  • Festival
    • Festival dei Popoli
    • Festival di Cannes
    • L’arte dello Schermo
    • Lo Schermo dell’Arte
    • Torino Film Festival
  • Haiku
  • Archivio
    • Indice Alfabetico
    • Archivio per mesi
  • Cerca
maudie-stefano errico-in fuga dalla bocciofila

Maudie | Sarò polvere di pigmento

23 Luglio 2025 di Redazione

di Stefano Errico (Bastardi senza gloria)

 

Dei miei genitori, morti pochi anni dopo la mia nascita, ricordo solo le parole che ripetevano più di frequente. E tra queste v’era un numero: quattrocento.

Quattrocento sono le persone al mondo con il mio stesso morbo.

Sono nata con una rara malformazione cerebrale. Invisibile e devastante. Logorante. Se davvero, come spesso si dice, gli esseri umani sono templi del Creato, le ossa sono i suoi colonnati in marmo. Li sorreggono e conferiscono loro una postura eretta. Le mie colonne sono friabili, costantemente sottoposte all’azione erosiva di una pioggia scrosciante. Il mio alluvione, la mia malattia, colpisce pochissimi. Appunto, all’incirca quattrocento casi a quando avevo quattro anni. Ora in leggero calo.

Tortura le ossa e progressivamente le sgretola. Provocando infiammazioni, lussazioni, fratture frequenti. Oltre ad una perpetua artrite spietata. Gli effetti sulla quotidianità possono essere molteplici e, nonostante coabiti con lei da molti anni, non ci si fa mai l’abitudine.

Rovinare al suolo in ogni modo e circostanza, è certamente il più visibile. Mai senza conseguenze.

Non godo del lusso di stamparmi per terra e solamente sbucciarmi un ginocchio od un gomito.

 

Ma questa non è mai stata la mia difficoltà maggiore. Non si può certo dire che sia una camminatrice.

I dolori artritici alle dita delle mani sono sempre stati il mio dolore più grave poiché, per una beffa del destino, io nacqui pittrice.

Nacqui tra le tinture a olio di mia madre, pittrice anch’essa.

Nacqui respirando quell’appagante odore sintetico dei colori coi quali dipingeva le sue opere, e zampettando e inventandomi nascondigli tra le sue tele sparse per casa.

Appresi dapprima il mondo fatato in cui capitavo. Poi le raffigurazioni più semplici per la mia età, fiorellini, arnesi d’uso domestico e paesaggi. Infine le tecniche più comuni.

Decisi che avrei seguito la corrente artistica gustata tra le mura. Avrei ampliato il mio repertorio dei soggetti mantenendo però la loro semplicità, rappresentando ciò che tutti potessero vedere nel quotidiano, mai deviando in strambe composizioni. Fantasiose, meravigliose, alcune mi erano state mostrate, ma astratte. Intangibili, immateriali. Mio malgrado, ero nata con uno spiccato sentire per la fisicità.

I colori li avrei posseduti tutti e sempre utilizzati i più possibili, come soleva fare mamma. Studiandone con parsimonia le più complesse tonalità, sfumature ed ombre, e approfondendo le loro implicazioni nei miei quadri.

Ancora seguendo i passi della mia Insegnante, nessuna pretesa per gli strumenti. Lei dipingeva ogni volta con il medesimo pennello, senza mai cambiarlo. Questo è l’insegnamento a cui era più affezionata, ripeteva: «Allena la mano. Tocco sublime, movimento agile e precisione sopraffina; se riuscirai ad avere ciò, potrai dipingere senza utensile alcuno, poiché ogni strumento che ti potrà servire lo troverai dentro di te».

Aveva dita come querce maestose, e mi ha creduto sempre una degna piantina. Non mi avrebbe mai vista sfiorire col trascorrere delle stagioni.

 

Compiuta la maggiore età, sotto consiglio di nonna, che mi aveva accudita fino ad allora, sposai un nullafacente di buona famiglia. Invocava continuamente al miracolo che un bel giovane di buona dote potesse maritarsi con me, figlia della disgrazia.

Era gradevole d’aspetto e perfino nelle maniere, ci sistemammo insieme dopo il matrimonio.

I genitori avevano provveduto alla nostra casetta. Qualche asse di legno incastrata alla buona era quanto avevano fatto per noi. Mi sarei occupata io di abbellirla un poco, non mi dovevo lamentare. Come si premurava di ripetere mia nonna ad ogni piega sul mio viso che non gradisse.

Io me ne affezionai.

 

Quest’uomo si rivelò presto essere un bruto. Ogni suo dettaglio si fece ruvido. Dai comportamenti, alle parole, ai lineamenti.

Gli si scavò il volto in prossimità delle guance, lasciandogli solo due solchi profondi, colmati di tanto in tanto con peli radi di barba trasandata. Minuti e rinsecchiti divennero i suoi occhi, trasformandolo in un pesciolino scaltro ma timorato; gli zigomi s’accasciavano piagnucolosi. Era un piccolo vagabondo spaventato, ma abitato da bestialità.

Era tutto un’ingiuria, un insulto, un’aggressione. Ed io gli sfiorivo davanti. Lasciavo cadere grida di dolore ovattate negli angoli delle stanze, come foglie d’autunno. Mi sgretolavo giorno per giorno e lui inveiva, per una ragione qualunque.

Solamente dipingere continuava ad allietarmi un poco il cuore, ad alleviare le fitte. Avevo sempre conservato le influenze e gli insegnamenti della mia Maestra. Sviluppando la mia di arte.

Come eri bello marito mio prima che ci sposassero! Ci siamo degradati in questo tempo, l’un l’altra. Ma ora guarda. Guarda. Non sono solo buona a nulla come sbraiti di sopra della mia testa china.

Guarda. Questo ritratto luminoso, brillante, della tua giovinezza l’ho partorito per te. Ti ho studiato e ti ho imparato.

Ah, come eri bello marito mio!

Condividi:

  • Facebook
  • LinkedIn
  • Twitter
  • E-mail

Postato in: Bastardi senza gloria Tag: bastardi senza gloria, Maudie, Stefano Errico Fai un commento

RispondiAnnulla risposta

  • Chi siamo
  • Contattaci

© 2025 · In Fuga dalla Bocciofila · Website designed by Alessio Pangos · Privacy Policy"In fuga dalla bocciofila" cerca di fare molta attenzione a non pubblicare materiali che possano ledere in alcun modo il diritto d’autore. Tutti i media [immagini, video ed audio] sono pubblicati a bassa risoluzione, in pieno rispetto del comma 1 bis dell’articolo 70 della Legge sul Diritto d’Autore che consente “la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”. Chiunque ritenga che sul sito siano presenti testi, immagini, audio e/o video non opp​o​rtunamente licenziati, contatti i soci per chiarimenti.

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, o continuando con la navigazione acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui / CHIUDI
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA