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In fuga dalla bocciofila

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Bedevil | Erano le otto

5 Luglio 2017 di Redazione

di Lavinia Ferrone

Odi et odi

Quare id faciam fortasse requiris, nescio, sed fieri sentio et excrucior

Sono le otto. Un caldo torrido ti ronza intorno alla testa insieme a uno sciame di zanzare. Stai aspettando due ragazze. È un check-in di airbnb.
Sono le nove. Un caldo torrido ti perfora la pelle. Insieme ai pungiglioni di quello sciame di zanzare lì, quello di prima. Ormai sei praticamente anemica. Le tipe non si palesano. Sono le dieci. Un caldo torrido tramutato in vento torrido ti muove i capelli. È una presa per il culo. Le zanzare di prima sono morte per congestione. Sempre quelle lì, sì. Alle dieci e mezzo suonano il campanello, gesù. Appaiono le tipe. La prima, lunga e stretta. La seconda, bassa e larga. Sono canadesi. Parlano velocissimo e ti dicono delle cose che tu non capisci. La conversazione si svolge più o meno così ‘wanawanawanawanawana’ tu ‘Sorry?’ loro ‘wanawanawanawana’ tu ‘ok’. Prendono arrogantemente possesso della camera. Soprattutto prendono possesso del bagno che diventa marrone, non per bisogni fisiologici, ma perché cospargono il lavandino e la doccia del fondotinta della Maybelline. Fondotinta. Sulle piastrelle. Fondotinta. Sui tappetini. Fondotinta. Sullo specchio. Fondotinta. Cazzo, nel mobiletto in alto dove tieni l’acqua ossigenata. Come un rito sciamanico. Come se spargessero la loro stessa anima nel luogo dove trascorreranno più tempo durante il soggiorno. Smetti di porti delle domande. Ascoltano la musica commerciale. Commerciale nel senso quella che si sente nei centri commerciali. Indossano sport-wear. Dormono indossando i pantaloncini attillati sport-wear. Fanno la spesa indossando shorts sport-wear. Ma non lo fanno lo sport. Il loro passatempo preferito è stare sul letto a bere cartoni di sangria. Lo sapevate? Esiste la sangria in cartone, tipo il Tavernello, però è sangria. Il tuo presidio è in cucina a fumare i cicchini osservando quello che fanno.
Decidono di uscire. D’estate si può uscire anche il lunedì. Si mettono le estension ai capelli, alle sopraciglia e perché no alle braccia. Partono alla volta di quei locali, non c’è neanche bisogno di spiegarvelo. Prima di uscire riempiono delle bottigliette di gatorade con la sangria-in-cartone. Ti preoccupi. La tua attività è assolutamente top-secret, i tuoi vicini di casa aspettano solo che tu faccia qualche cazzata per buttarti fuori. Si infilano gli shorts sport-wear di jeans, e il toppettino sports wear nero pizzato. Ai piedi le infradito. Si avvicinano a te esclamando ‘wanawanawanawana!’ tu ‘Sorry?’ loro ‘wanawanafucking a nigga wanawanawana’ tu ‘No’. Insomma loro escono. Ti è tutto chiaro.
Avete presente quei film horror che escono solo d’estate quando le sale sono vuote e gli unici che ci vanno sono i fidanzatini quindicenni che non sanno dove andare a fare petting e in ultima fila c’è il maniaco che li guarda. Ok, sono quei film le cui protagoniste generalmente sono due ragazze americane (essendo la produzione americana, Louisiana, probably), magari canadesi. Vanno in vacanza in Italia (che generalmente è rappresentata come un paese del decimo mondo). Prendono in affitto una stanza con airbnb. Si presentano al check-in con due ore e mezzo di ritardo. Insomma arrivano, si vestono sport-wear, si sbronzano con una sangria-in-cartone e escono. Non conoscono minimamente la città. Ed è per questo che intelligentemente decidono di andare in un locale che è ubicato topograficamente dalla parte opposta della città. Scelgono il locale con il più alto tasso di maniaci sessuali che si spacciano per americani ma sfortunatamente sono autoctoni affamati in caccia. Loro si presentano nel locale stracolmo di gente mettendo bene in mostra le loro carni. La serata sembra svolgersi tranquillamente ma. Sottofondo di musichina inquietante (file audio pessimo scaricato con ‘youtube convertitore mp3’). Mentre si vede loro che ballano e si divertono. Durante la scena in cui quella bassa e larga, che è quella un po’ più troietta, cerca di costringere quella lunga e stretta, che è quella più inibita, a pomiciarsi uno pseudo-sud-americano, tirandosi fuori dal reggiseno una boccetta di popper dicendo la classica frase ‘Dai, con questo ci sballiamo’. Sottofondo di musichina inquietante. Durante la scena in cui quella bassa e larga si beve quattro shottini di wiskey e poi si fa toccare il culo da un autoctono in borghese. Ecco, durante queste scene, la musichina inquietante è giustificata dal fatto che sullo sfondo si vede un tipo, con la faccia sfregiata che le guarda con sguardo malefico. Loro escono dal locale, sono ormai le quattro del mattino. Il tipo con la faccia sfregiata, dall’altra parte del marciapiede le guarda e gli si avvicina. Gli chiede se vogliono comprare del fumo. Loro sono ‘sballatissime’. Quello che sembrava il killer, ma che alla fine si rivela essere semplicemente uno spaccino, sparisce di scena. Le tipe vogliono tornare a casa ma non sanno dove cazzo si trovano. Intelligentemente, chiamano un taxi? Certo che no. Aprono google map per tornare a casa a piedi. Da lì parte questo delirio per cui google map non è quello che sembra. Infatti il navigatore parla con la voce distorta col distorsore e gli dice cose tipo ‘Ciao puttanelle, vorreste tornare a casa ma siete troppo sbronze’ ‘Girate a destra’ ‘Tra duecento metri girate di nuovo a destra’ ‘Tra seicento metri sarete arrivate a destinazione’ ‘All’inferno muahauhauhauah’ e secondo voi loro che cosa fanno? Seguono le indicazioni stradali del google map posseduto. E muoiono. Per fortuna, dici tu. Se non fosse che poi sarai indagata come colpevole dell’omicidio di queste due stronze. Il movente: erano arrivate con due ore e mezzo di ritardo al check-in di airbnb. Musica inquietante e zummata sulla app di google map che a quel punto si accende da solo e con la voce malefica dirà ‘Tra-trecento-metri-alla-rotonda-vai…all’inferno muahuahuahuahuah’.
Trepidante attesa per il sequel dal titolo ‘Shazam from the devil’.
Odio l’estate.

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