1. Tale padre, tale figlio
Esistono sei Birmingham diverse oltre a quella che tutti conosciamo e che si trova in Inghilterra, e sono tutte negli Stati Uniti d’America (una in Iowa, una in Michigan, due in Pennsylvania, una in Missouri, una in Alabama).
Walton Sanders Goggins jr. nasce nella Birmingham dell’Alabama il 10 novembre di quarantatre anni fa da Janet, mongolfierista, e Walton sr. – viene sempre da chiedersi se dare il proprio nome al figlio sia più comodo o più diabolico, e fa un certo effetto pensare alla sfilza di jr. che diventano sr. e sfornano altri jr. che diventano sr., protraendo di fatto lo stesso nome all’infinito.
2. “Allora sei cretino”
Walton si è rotto due volte tutti i denti davanti: la prima per colpa di una palla da baseball, la seconda cadendo dentro una piscina vuota. Adesso il suo sorriso è di un bianco anodino e sembra una tagliola.
3. Vocazioni
Walton ha cercato di esprimere quel misterioso voletemi tutti bene che non lo ha mai abbandonato mettendosi fin da piccolo al centro dell’attenzione. A soli otto anni ha partecipato a una gara di Richiami Per Maiali – una di quelle cose che noi europei non capiremo mai, dove delle persone apparentemente normali e ben vestite si alternano a un microfono dando prova delle proprie capacità in quanto a richiamare grossi suini grugnendo e sbraitando e producendosi in quegli orrendi fischi che fanno i maiali quando fuggono dall’allevatore e stanno per morire sgozzati – ed ha vinto.
4. Leanne
Leanne, la prima moglie di Walt, si è suicidata nel 2004 due giorni dopo il compleanno di suo marito tuffandosi dal diciassettesimo piano di un anonimo grattacielo. Leanne soffriva da anni di depressione e secondo voci prossime alla famiglia non si era più ripresa da quando una sera, portando a spasso i cani, aveva trovato un cadavere steso sul marciapiede.
Aveva sempre odiato vivere a Los Angeles.
5. Atlanta Clogging for Goggins
Grazie a una zia, Walt, ancora decenne e in confusione su cosa fare da grande, ha aperto un concerto di B. B. King insieme a sua madre ballando questo ballo tipico della Georgia.
6. Il Metodo
A vent’anni Walt si è trasferito a Los Angeles dove ha realizzato il suo Sogno. Oggi Walt è un grande attore – forse più del piccolo schermo, basti ricordare il suo Shane Vendrell di The shield, ma è certamente uno che si è fatto un curriculum di tutto rispetto. Sì, perché Walt è anche produttore, e si dà il caso che abbia vinto un Oscar per aver prodotto il miglior live-action short film del 2001 con la sua Ginny Mule Pictures – The Accountant, storia di disperazione e ruralità in Georgia dove l’individuo è piccolo piccolo rispetto alla gigantesca macina dell’avvenire.
Due almeno le sue interpretazioni degne e memorabili sul grande schermo:
– ne La casa dei 1000 corpi è il protagonista di una delle più belle morti del cinema americano: Slim Whitman canta I remember you mentre il folle e cristico assassino seriale trucida il vecchio padre in cerca di sua figlia (lo stesso attore che fa Matt Damon da vecchio in Salvate il soldato Ryan) che cade faccia nel fango; poi la musica si ferma mentre noi saliamo lentamente in cielo e osserviamo Walt – che qua è un semplice poliziotto praticamente senza battute – inginocchiarsi e pregare mentre il f.c.a.s. gli punta il revolver contro la fronte corrugata sotto gli alberi e sulla terra rossa nell’aria elettrica e tersa della provincia. Aspettiamo ansiosi quanto lui che quel boia un po’ mansoniano (la correzione automatica metterebbe “manzoniano”) prema il suo grilletto, e normalmente lo farebbe, se fossimo in un horror qualunque e lui fosse uno che uccide e basta, prosaico come un impiegato – qua invece assistiamo alla glorificazione dell’atto omicida, il killer ne fa un’arte, si gode ogni tremore e supplica silenziosa del povero Walt che chiude gli occhi, e noi siamo Walt e il killer alternativamente – il regista Rob Zombie ci dà il tempo di sperare e perdere la speranza, sperare e perdere la speranza, mentre eleva la telecamera a un punto di vista oggettivo, divino, il tempo sembra fermarsi e si controlla che non si sia bloccato il video, magari abbiamo messo pause per sbaglio, poi il f.c.a.s. fa finalmente fuoco sull’ampia fronte del Nostro, il sangue zampilla e luccica di sole, gli uccelli volano via nel ralenti. Poi il rossore verginale del tramonto e il culo di Sheri Moon spuntare dai suoi jeans strappati e portare avanti il film.
– in Django Unchained è invece Billy Crash, un altro personaggio a margine della storia e a margine dell’umanità, pronto ad una morte gloriosa e violenta. Tarantino ne valorizza tutto il suo essere viscido, le gambe a x e il sorriso tormentato, caustico e penetrante, l’omosessualità latente, la disperazione folle nello sguardo. Per intendersi, Billy Crash potrebbe stare tranquillamente anche in Un tranquillo weekend di paura.
E forse anche Walton Goggins.
Amici e colleghi conoscono Walt per la maniacalità e il rigore sul lavoro. Lo chiamano “Il Metodo”, per come lo segue pedissequamente e senza dubbi, come se si trattasse di una religione che promette e promette senza dare mai.
7. Luci
Walt è fissato con l’illuminazione delle case e il modo che ha di influenzare l’umore delle persone.
8. Hindu to you too
A dispetto di quel che si potrebbe pensare Walt è un uomo qualunque, l’americano medio. Una vita particolare e tragica e una faccia d’attore non lo hanno distolto dall’onere di ogni uomo qualunque: cercare di capirci qualcosa.
Andate a vedervi il suo blog, dove Tagliola alterna riflessioni e esperienze di viaggio alle foto che sono la sua vera passione – ce ne sono di bellissime. All’inizio è solo una sensazione – sono tanti gli autoscatti di uno Walt allucinato e stanco, sempre serio, sempre poco gaudente, sempre riflessivo o giudicante – ma poi si capisce chiaramente da cosa sta fuggendo, a giro per il mondo, in Cambogia o in India, sempre verso un generico Oriente. È lo stesso Walt quello che cerca di mimetizzarsi con la natura (“sono una barriera corallina”, dice la didascalia di un autoscatto dove è completamente tinto di rosso, pelle e vestiti – solo gli occhi tradiscono l’umano là sotto), quello che conosce persone nuove e tenta un collegamento, un’unione (abbracciato a un fedele nella moschea di Bhopal o con un monaco buddhista in Thailandia – loro sempre molto sorridenti, lui interdetto o con gli occhiali da sole, splendido ma anche no).
“Mi hanno chiesto come ci si sente ad aver vinto un Emmy. Non sapevo cosa rispondere, ero molto stanco in quel periodo. Ma dopo il viaggio in India posso dire: prima non avevo vinto un Emmy e dopo avevo vinto un Emmy, ecco come ci si sente; prima non ero stato in India e dopo ero stato in India”.
Poi c’è questa foto in cui è accanto a un santone – saremo a Varanasi, magari sulla riva del Gange – e nel mettersi in posa quasi lo schiaccia col suo peso, quell’uomo rinsecchito e davvero anonimo e mimetizzato con la natura, lui sì – tutti i santoni sono uguali identici – e questa immagine a ben vedere è esauriente su entrambi, lo sforzo di apparire dell’uno, il menefreghismo stoico dell’altro, la cura del corpo di uno, il lasciarsi andare dell’altro. Due animali della stessa specie eppure così diversi.
Viene da chiedersi a chi quella foto stia davvero rubando l’anima, e viene da rispondersi a chi un’anima ce l’ha ancora.
9. Beulah
Walt si è risposato e ha avuto un figlio di nome Augustus Somerset. Possiede ancora Beulah, il cane che aveva comprato con Leanne.

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