Che la saga di Alien sia una metafora della maternità o del tumore ormai è un fatto talmente assodato che quasi quasi passa in secondo piano la rivoluzione strutturale che il film ha rappresentato fin dal 1979 (dove il primo atto è lungo il doppio di quel che dovrebbe essere, il secondo dura giusto una manciata di minuti e tutto il resto è terzo atto fino alla dissoluzione totale del concetto di climax) e ancor più importante che Alien non è l’antagonista della saga e mai lo sarà, anzi è quasi una vittima del sistema corrotto e immorale generato dalla superbia umana.
