Scordatevi controfigure alla Von Trier, scordatevi protesi genitali alla Kechiche. Nella quasi ultima scena del suo secondo film da regista, Gallo sceglie di prendere la questione di petto e di fare del porno vero, senza artifici o scappatoie. Sembra quasi ricalcare la regia dei porno da masturbazione, con tanto di stacchi sul viso gaudente dell’uomo e sulla nuca accompagnata e bionda della donna.
