Qualche sera fa, il presentatore di una trasmissione televisiva ha chiesto di immaginare il virus come un esercito di cecchini appostati sui tetti dei palazzi, in attesa di noi, incauti e disgraziati cittadini che escono di casa, facili bersagli da impallinare e mandare in ospedale, dove medici e infermieri, come immersi in una fangosa trincea, lottano per arginare l’avanzata nemica.
