Scavallo una duna e scendo verso il mare. Il sole precipita all’orizzonte e i colori bruciano gli occhi. Sulla battigia aspetto l’onda, e una rana si posa sul mio piede. Una rana, al mare.
Eighth grade | Il colonnello
Non l’ho mica capito perché tutto mi fa piangere. Sono sicura che una spiegazione esista, deve avere a che fare con questo demone senza forma che mi porto dentro, che so che mi accompagna da un po’, che si sta facendo grande con me. Qualcosa lo va a stuzzicare. È un artiglio affilato, capace di pizzicare le corde giuste, quelle che fanno cadere il macigno su un punto esatto al centro del mio petto.
Poi tutto esplode, e io ancora non lo capisco, ancora non lo so come si fa. Mi sento nella testa una materia sinaptica così finemente ramificata eppure non ben radicata: riesce a cogliere tutto fin nel profondo, ma le mancano le coordinate principali. Immagino che crescendo cambierà.

