1.
Sono sicuro che di certe cose non sarò mai un esperto. Che ormai è troppo tardi. Una di queste cose è il metal. Potrei, è vero, se decidessi di investire molto tempo e risorse su questo argomento, diventare qualcosa che si avvicina a un esperto, ma è come se sentissi dentro di me che quel momento oramai è passato, che mi mancherebbe sempre qualcosa, che sia troppo tardi per una laurea specialistica in musica metal.
Un altro argomento per cui sento la stessa cosa sono gli anime giapponese.
2.
Nel futuro i gruppi whatsupp saranno direttamente impiantati dentro la tua testa.
Questo è una delle proposte più originali che propone per il futuro il film Ghost in the Shell.
3.
Circa il punto (2) so che farò infuriare qualcuno (anche se in verità non si infuria mai nessuno).
G.I.T.S. è stato anticipatore, questo mi dice Diana con google alla mano, di moltissime cose che poi sono state scopiazzate da un sacco di film sui futuri fantascientifici, vedi Matrix.
Va bene, dico io, ma poi quei film sono stati fatti, mentre questo solo nel 2017.
Quindi? dice lei.
No, quindi lo dico io.
4.
Ci fosse stata più musica goa e più Takeshi Kitano il film sarebbe stato anche buono.
5.
Alla fine mi sa che per questa porcata di film hanno speso un bel po’ di soldi. Attori importanti, effetti speciali a pioggia e tutto il resto. Unica perplessità: la mancata scena di nudo integrale di Scarlett mi fa pensare a questi produttori cinesi, che hanno cacato tutti questi soldoni e poi alla fine non ce la facevano più. Hanno detto ok ragazzi, anche il topless di Scarlett, vorremmo davvero potervelo comprare, ma è impossibile. Ci costerebbe una mezza finanziaria cinese.
6.
Spoiler auto-referenziale
Alla fine del film Scarlett Johansson capisce / ricorda chi è davvero, decide di indossare un vestito di Cos e iscriversi al Polimoda.
7.
Secondo Diana è tutto una immane metafora della psicanalisi. Non chiedetemi perché.

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